Renzi a Livorno persona non gradita: appello per una mobilitazione contro Jobs Act e Piano Casa

Livorno -

Il Presidente del Consiglio Matteo Renzi sarà a Livorno venerdì 23 maggio a chiudere la campagna elettorale del Pd per le amministrative.

 

Verrà in una città dove pochi giorni fa si è concretizzata una delle primissime conseguenze in Italia dell’ignobile articolo 5 del Decreto Legge n. 47 del 28 marzo (il cosiddetto “Piano Casa” di Renzi-Lupi), ossia la revoca della residenza da parte della Questura di Livorno ad una famiglia in stato di occupazione di immobile. La famiglia in questione, tra l’altro, è quella del portavoce livornese di Asia-Usb: un chiaro ed inaccettabile atto politico di rappresaglia ed intimidazione.

 

Come ha scritto anche il Forum Diritti Lavoro in merito al Piano Casa di Renzi (un piano tra l’altro in cui le misure previste per fronteggiare l’emergenza abitativa sono del tutto vaghe, future, senza investimenti pubblici e basate sulla solita fallimentare miscela di svendita del patrimonio immobiliare pubblico, costituzione di “fondi di garanzia” che andranno a finanziare programmi di edilizia popolare “in convenzione con cooperative edilizie”, un altro taglio delle tasse per i proprietari di immobili e la replica del cd “modello Bertolaso” per le grandi opere con la deregolamentazione della normativa urbanistica per l’Expo di Milano), l’articolo 5 costituisce una vera e propria violazione del diritto ad esistere delle persone, visto che alla residenza e alle utenze di luce-acqua-gas sono legate le esigenze minime vitali.

 

Con l’articolo 5 viene violata la Costituzione italiana, oltre a numerosi orientamenti e pronunce giurisprudenziali.

 

Ma non basta. Renzi verrà nella nostra città poco dopo aver varato il suo “Jobs Act”, una riforma del mercato del lavoro italiano che provocherà un inasprimento pericolosissimo della precarietà, che verrà resa ancora più strutturale nel sistema lavoristico.

 

Col decreto Renzi-Poletti viene infatti eliminato il concetto cardine della causalità, quindi le aziende potranno stipulare contratti a termine anche senza comunicare un motivo. Il termine dei 36 mesi, con questa legge, sarà facilmente aggirabile dalle aziende, perché l’assunzione scatterebbe al contratto successivo dopo la scadenza dei 3 anni; contratto che però non gli verrà mai fatto, visto che al posto del lavoratore in scadenza l’azienda potrà assumere un altro precario. E così via, in continuazione, per una precarietà infinita. Proprio nella nostra città, sono migliaia i precari che si troveranno di fronte a questo inferno lavorativo fatto di ricatti e negazioni di diritti, pena il non rinnovo del contratto.

 

E c’è di più. Il decreto consente all’azienda di prorogare per 5 volte lo stesso contratto a termine, permettendole di stipulare altri contratti a termine in cui utilizzare altre 5 proroghe. Una spirale infinita di ricatto occupazionale. Per finire poi con la norma del limite del 20% di contratti a termine (esclusi gli interinali…), che però se verrà violata prevedrà come “punizione” per l’azienda solo una sanzione amministrativa e non l’assunzione del lavoratore. Una imposizione del centrodestra di Alfano alleato di Renzi. Lo stesso centrodestra in cui milita Maurizio Sacconi (vero artefice dietro le quinte di questo Jobs Act), storico Ministro del Lavoro del governo Berlusconi, a dimostrazione che questa riforma è pari a quelle passate della destra. E non è un caso infatti che Brunetta lo scorso 28 marzo disse che “il Jobs Act è di fatto il decreto Berlusconi sul lavoro”.

 

Come Usb Livorno e Asia Livorno andremo a contestare Renzi per questi provvedimenti nefasti e dannosi, espressione di un governo autoritario che non intende guardare in faccia a nessuno e che procede di fronte alle proteste con slogan spocchiosi tipo “ce ne faremo una ragione”.

 

Facciamo appello a tutta la cittadinanza livornese a partecipare al presidio di protesta (seguiranno info su luogo e orario).

 

Usb Livorno

Asia Livorno

 

15 maggio 2014