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            <title>Rss Feed firenze.usb.it</title>
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            <description>Le ultime notizie di firenze.usb.it</description>
            <language>it-it</language>
            
                <copyright>Unione Sindacale di Base</copyright>
            
            <pubDate>Sat, 14 Mar 2026 09:06:57 +0100</pubDate>
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                        <pubDate>Thu, 19 Feb 2026 12:17:18 +0100</pubDate>
                        <title>Le morti sul lavoro non sono fatalità. Oggi l’area di via Mariti è davvero sicura?</title>
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		                        		https://firenze.usb.it/leggi-notizia/le-morti-sul-lavoro-non-sono-fatalita-oggi-larea-di-via-mariti-e-davvero-sicura-1220.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-justify">A un anno dalla strage del 16 febbraio 2024 nel cantiere di via Mariti, dove hanno perso la vita cinque lavoratori, come USB Firenze torniamo a chiedere verità, sicurezza e responsabilità.</p>
<p class="text-justify">In occasione del presidio del 16 febbraio, abbiamo condiviso una riflessione sui rischi ancora esistenti nell’area e sulla necessità di una piena assunzione di responsabilità politica e istituzionale. La chiusura delle indagini restituisce — secondo quanto contestato dagli inquirenti — un quadro segnato da gravi criticità nella progettazione, nell’organizzazione del lavoro e nei sistemi di prevenzione. Sarà il procedimento giudiziario ad accertare le responsabilità penali individuali, ma ciò che emerge già oggi è il nodo strutturale della prevenzione.<br /> Le morti sul lavoro non sono fatalità.<br /> Sono il prodotto di un sistema in cui troppo spesso la sicurezza viene subordinata ai tempi, ai costi e alla frammentazione degli appalti. Quando la prevenzione diventa una variabile comprimibile e non un principio inderogabile, tragedie come quella di via Mariti non sono più eventi imprevedibili, ma conseguenze di scelte precise. Nonostante la giurisprudenza della Corte di Cassazione affermi da anni che la sicurezza sul lavoro è un obbligo primario e non subordinabile al profitto, continuiamo ad assistere a tragedie che dimostrano quanto questo principio resti disatteso nella realtà. È un principio che non riguarda solo le aule giudiziarie: riguarda le scelte politiche e amministrative che determinano le condizioni concrete di sicurezza nei luoghi di lavoro.<br /> Troppo spesso, inoltre, le morti sul lavoro non trovano piena giustizia o arrivano a esiti tardivi e parziali. La vicenda di Luana D’Orazio, la giovane lavoratrice toscana morta nel 2021, è ancora oggi un simbolo di quanto sia difficile per le famiglie ottenere verità e responsabilità. Anche la recente tragedia nel deposito carburanti di Calenzano, alle porte di Firenze, con cinque lavoratori morti e accertamenti ancora in corso, riporta con forza al centro il tema della prevenzione e dell’efficacia dei controlli nei contesti produttivi ad alto rischio.<br /> Perciò la questione non può essere delegata esclusivamente all’esito dei procedimenti penali: riguarda il modello di prevenzione, l’efficacia dei controlli pubblici e le scelte politiche che determinano le condizioni reali di sicurezza.<br /> Durante il presidio abbiamo posto una domanda semplice e necessaria:<br /> oggi quell’area è davvero sicura?<br /> Sono state effettuate tutte le verifiche per escludere ulteriori cedimenti strutturali e rischi per il territorio?<br /> Saranno resi pubblici gli esiti completi delle verifiche effettuate dopo il crollo?<br /> A oggi tali informazioni non risultano accessibili in modo trasparente alla cittadinanza. Per questo chiediamo chiarezza, garanzie sull’assenza di rischi residui per lavoratori e cittadini e un rafforzamento reale dei controlli e dei sistemi di prevenzione nei cantieri e lungo tutta la filiera degli appalti.<br /> USB collabora da anni con Rete ISIDE, impegnata nella difesa dei diritti, nel contrasto alla precarietà e nella costruzione di una cultura della sicurezza nei luoghi di lavoro. In questo percorso è stata avanzata anche la proposta del riconoscimento del reato di omicidio sul lavoro, ancora inesistente nel nostro ordinamento, come segnale della necessità di rafforzare strumenti normativi e culturali contro una strage che continua a colpire lavoratrici e lavoratori.<br /> Condividiamo e rilanciamo quanto da anni chiedono i residenti della zona: quell’area deve essere ripensata come spazio pubblico e collettivo, sottratto a ulteriori processi di cementificazione e speculazione e destinato a funzioni sociali, ambientali e di memoria.<br /> La sicurezza non può essere subordinata ai tempi e ai costi della produzione.<br /> La prevenzione non è negoziabile.<br /> Le morti sul lavoro nascono dalla mancanza di prevenzione.<br /> La prevenzione è una scelta politica.<br /> E sulle scelte politiche chiediamo responsabilità!</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Sat, 31 Jan 2026 13:05:22 +0100</pubDate>
                        <title>Apertura dello stato di agitazione negli appalti dei musei statali degli  Uffizi di Firenze.</title>
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		                        		https://firenze.usb.it/leggi-notizia/apertura-dello-stato-di-agitazione-negli-appalti-dei-musei-statali-degli-uffizi-di-firenze-1306.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-justify">Apertura dello stato di agitazione negli appalti dei musei statali degli &nbsp;Uffizi di Firenze.<br /> USB Confederazione Firenze dichiara lo stato di agitazione nei confronti della Cooperativa CoopCulture che gestisce gli appalti dei Musei statali di Firenze in particolare degli Uffizi.<br /> Dopo il recente cambio di appalto, abbiamo effettuato diverse richieste di incontro per risolvere molteplici criticità. Tra le più importanti, il mancato rispetto del contratto di lavoro individuale e degli orari sottoscritto da ciascun lavoratore. Abbiamo segnalato inoltre la mancanza di pause pranzo in alcune postazioni, il mancato rispetto del monte ore contrattuale individuale. Non mancano criticità anche sul piano della tutela della salute e della sicurezza delle lavoratrici e dei lavoratori in appalto, come abbiamo denunciato alla medicina del lavoro.<br /> Tutto questo accade all’interno dei Musei più visitati al mondo che fatturano diversi milioni di euro all’anno! Già la scorsa estate USB aveva denunciato pubblicamente le diverse irregolarità negli appalti museali, non ricevendo alcuna risposta neanche dal Ministero della cultura.<br /> Ma al peggio non c’è mai fine, perché accade anche che organizzazioni sindacali che dovrebbero lottare per migliorare le condizioni di vita e di lavoro delle lavoratrici e dei lavoratori, facciano l’esatto contrario. In questo scenario catatterizzato da precarietà e irregolarità, infatti, oggi la CGIL decide di firmare un accordo che deroga in peggio la legge sull’orario del part-time orizzontale, condannando di fatto alla precarietà le lavoratrici e i lavoratori dei Musei statali di Firenze. Una scelta inaccettabile che condanniamo con tutta la nostra forza!<br /> USB, al contrario, da anni lotta contro il sistema perverso degli appalti che genera sfruttamento, lavoro precario e sottopagato. Continueremo a farci carico del forte malcontento e delle rivendicazioni delle lavoratrici e dei lavoratori.<br /> E in questo contesto sosteniamo anche la lotta dei precari storici che dopo anni di contratti a termine e lavoro precario all’interno dei Musei oggi si ritrovano senza una occupazione. Anche in questo caso, si tratta di un processo gestito da quelle organizzazioni sindacali che dovrebbero garantire salario e occupazione.<br /> USB Firenze si prepara ad una nuova mobilitazione che si terrà davanti agli Uffizi, una galleria che rischia di diventare nota non tanto per le opere d’arte che espone, quanto per lo sfruttamento della forza-lavoro al proprio interno.</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Fri, 21 Nov 2025 14:51:49 +0100</pubDate>
                        <title>VITTORIA DI USB IN PUBLIACQUA SU RIPOSO SETTIMANALE E PERMESI “AGGIUNTIVI” PREVISTI DAL CCNL ACQUA E GAS</title>
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		                        		https://firenze.usb.it/leggi-notizia/vittoria-di-usb-in-publiacqua-su-riposo-settimanale-e-permesi-aggiuntivi-previsti-dal-ccnl-acqua-e-gas-1621.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-justify">Il Tribunale di Firenze accoglie il ricorso dei lavoratori organizzati con USB,&nbsp; promosso nei confronti di Publiacqua SPA.</p>
<p class="text-justify">Da alcuni anni veniva denunciato il mancato rispetto del riposo settimanale previsto dalla Costituzione e dalla normativa vigente in materia di salute e sicurezza, oltre che il mancato riconoscimento dei permessi cosiddetti “aggiuntivi”, previsti per i lavoratori a turni dal CCNL Acqua e Gas.</p>
<p class="text-justify">Per USB i diritti vanno sempre difesi. Ma non per tutti è così! I lavoratori avevano infatti rappresentato queste anomalie ai sindacatoni, ma CGIL, CISL e UIL hanno affermato che tutto rientrava nella norma, arrivando anche a firmare accordi aziendali in cui davano atto che la turnistica in essere consentisse di rispettare il riposo settimanale garantito per legge. Il tutto, fino a quando questi lavoratori non hanno deciso di rivolgersi a USB che, in collaborazione con lo studio legale Conte – Martini – Ranfagni, ha deciso di intervenire.</p>
<p class="text-justify">Il Giudice ha ovviamente accolto entrambe le domande, sia sui riposi, sia sui permessi, appurando, pertanto, che il riposo settimanale, diversamente da quanto dichiarato negli accordi sindacali, non era stato rispettato e che i permessi “aggiuntivi” dovevano e devono essere riconosciuti!</p>
<p class="text-justify">Il Tribunale di Firenze ha poi condannato Publiacqua a risarcire il danno arrecato ai lavoratori a causa del mancato riposo, oltre che a riconoscere i permessi “aggiuntivi” maturati negli anni passati. Per il danno creato dall'assenza di intervento di CGIL, CISL e UIL, invece, c'è poco da fare, in quanto hanno rinunciato a svolgere la funzione propria del sindacato da circa trent'anni, figuriamoci se si mettono a difendere pochi lavoratori che rivendicano diritti negati!</p>
<p class="text-justify">Per USB la difesa delle lavoratrici e dei lavoratori nei luoghi di lavoro è un fatto essenziale e irrinunciabile! Senza dimenticare il piano più generale, caratterizzato dalle scelte di un Governo che continua a perseguire politiche guerrafondaie e di tagli alla spesa sociale, contro le quali abbiamo indetto lo sciopero generale del 28 novembre e la manifestazione nazionale a Roma del 29 novembre. Due giorni per continuare la nostra lotta per salari e pensioniadeguate, contro il riarmo e l'economia di guerra. È necessario CAMBIARE TUTTO, perché viviamo in un Paese in cui non funziona più nulla!</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Wed, 19 Nov 2025 11:36:43 +0100</pubDate>
                        <title>Luana D&#039;Orazio morta sul lavoro per manomissione dei sistemi di sicurezza. Nessuno è responsabile!</title>
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		                        		https://firenze.usb.it/leggi-notizia/luana-dorazio-morta-sul-lavoro-per-manomissione-dei-sistemi-di-sicurezza-nessuno-e-responsabile-1209.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-justify">Luana D'Orazio morta sul lavoro per manomissione dei sistemi di sicurezza. Nessuno è responsabile! I titolari dell'azienda hanno patteggiato. Il tecnico è stato appena assolto. Quanto vale una vita nel nostro Paese?</p>
<p class="text-justify">La recente sentenza sul caso di Luana D’Orazio&nbsp;riapre una ferita profonda nella nostra comunità e pone nuovamente sotto gli occhi di tutte e tutti l’emergenza della sicurezza nei luoghi di lavoro.&nbsp;Operaia ventiduenne e mamma di un bambino di 5 anni e mezzo all’epoca della sua morte, Luana il 3 maggio 2021 rimase schiacciata da un orditoio nell’azienda Orditura Srl di Montemurlo.<br /> Ricordiamo che per la vicenda i titolari dell’azienda, la signora Luana Coppini e il signor Daniele Faggi, avevano già patteggiato pene rispettivamente di due anni e un anno e mezzo per omicidio colposo e rimozione delle cautele antinfortunistiche. Adesso, il tecnico manutentore imputato, per il quale il pubblico ministero aveva chiesto due anni e otto mesi, è stato assolto dal Tribunale di Prato.&nbsp;</p>
<p class="text-justify">Nel corso del processo è emerso che l’orditoio era stato manomesso, secondo l’accusa, per farlo girare a velocità superiore e quindi aumentare la produttività, a discapito della sicurezza.<br /> Il drammatico incidente, che ha strappato Luana alla sua famiglia e ai suoi affetti, non è stato una fatalità! È il risultato di un sistema che pone il profitto prima della vita, che sacrifica la sicurezza sul lavoro sull’altare della produttività, che tollera l’irregolarità e la mancanza di controlli come se fossero effetti collaterali inevitabili dell’economia e della filiera produttiva.<br /> La sentenza, che assolve un imputato in una vicenda così grave, conferma un dato tanto evidente quanto drammatico: quando si taglia sulla sicurezza, quando si accettano ritmi impossibili, quando si pensa che ridurre i tempi di lavorazione valga più della protezione delle lavoratrici e della loro vita, allora ogni macchina può trasformarsi in una trappola mortale!</p>
<p class="text-justify">USB Firenze ribadisce che le responsabilità individuali, ammesso che siano attribuite, non bastano. È l’intero modello organizzativo del lavoro ad essere malato: appalti, subappalti, lavoro nero, salari insufficienti a condurre una vita dignitosa, produzioni cottimistiche e assenza di potere reale per le lavoratrici e i lavoratori di fermare impianti e condizioni di lavoro non sicure.</p>
<p class="text-justify">Serve un cambio radicale. Per questo, CHIEDIAMO:</p><ol> 	<li>l’adozione immediata della proposta di legge per l’introduzione del reato di omicidio sul lavoro;</li> 	<li>un piano straordinario di ispettori e controlli, soprattutto nei distretti produttivi ad alto rischio;</li> 	<li>la revisione delle norme sul subappalto e sulle responsabilità di filiera;</li> 	<li>un impegno concreto affinché le macchine industriali non possano essere modificate o manomesse senza tracciabilità e responsabilità certe;</li> 	<li>la tutela delle lavoratrici e dei lavoratori che denunciano condizioni non sicure.</li> </ol><p class="text-justify">Luana non è una notizia di cronaca: è una vita che non c'è più, è il simbolo di uno sfruttamento che attraversa la Toscana e tutto il Paese. Finché le vite verranno subordinate alle logiche del profitto, i Tribunali continueranno a occuparsi di tragedie che si sarebbero potute evitare.</p>
<p class="text-justify">USB Firenze chiama alla mobilitazione!&nbsp;<br /> Le morti sul lavoro non sono incidenti: sono il prodotto di precise scelte politiche e padronali che colpiscono sempre le stesse classi sociali. Per questo la battaglia sulla sicurezza è una battaglia generale, che riguarda il salario, il welfare, i diritti, il tempo di vita e la qualità del lavoro.</p>
<p class="text-justify">Nelle conclusioni della sentenza si condanna un fatto, ma noi pretendiamo che si cambi un sistema!<br /> Per questo rilanciamo lo sciopero generale del 28 novembre, contro la finanziaria di guerra che taglia proprio sulla sicurezza, sul lavoro pubblico e sui diritti sociali.<br /> E invitiamo tutte e tutti a scendere in piazza a Roma il 29 novembre, per una grande manifestazione contro il Governo Meloni, che rimetta al centro la vita e la dignità delle lavoratrici e dei lavoratori.</p>
<p class="text-justify">Per Luana e per tutte le vite spezzate dal lavoro. Cambiare si deve! Per farlo, bisogna lottare!<br /> USB Firenze</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Wed, 19 Nov 2025 07:52:43 +0100</pubDate>
                        <title>Depositato il ricorso per Claudio, delegato di USB Firenze licenziato da UniCoop. Licenziamento nullo, discriminatorio e ritorsivo!</title>
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		                        		https://firenze.usb.it/leggi-notizia/depositato-il-ricorso-per-claudio-delegato-di-usb-firenze-licenziato-da-unicoop-licenziamento-nullo-discriminatorio-e-ritorsivo-1123.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-justify">È stato presentato in questi giorni il ricorso per il licenziamento di Claudio, delegato USB del Magazzino Cedi di Scandicci di Unicoop Firenze. Il lavoratore, insieme a USB Firenze, non potevano restare inerti di fronte a una gravissima ingiustizia.&nbsp;<br /> Unicoop ha deciso di licenziare “per giusta causa”, quindi con la più grave delle motivazioni, un lavoratore che ha sempre fatto il suo dovere e che era dipendente da oltre 40 anni!<br /> Riteniamo che Claudio sia stato licenziato non tanto per i fatti a lui contestati, quanto per fatti risalenti nel tempo quando è stato vittima di gravi offese senza ricevere tutela alcuna dall’azienda. Il licenziamento è pertanto a nostro avviso discriminatorio ed è motivato dall'intensa attività sindacale e di RLS svolta da Claudio e dal sindacato USB in rappresentanza dei lavoratori. Inoltre, si tratta di un licenziamento ritorsivo, poiché Claudio e tutto il sindacato USB era già stato gravemente minacciato.<br /> Ci sentiamo nuovamente di esprimere tutta la nostra solidarietà e supporto a Claudio, delegato USB, una persona perbene, che in 40 anni ha formato tanti di noi addetti al magazzino, che non ha mai offeso nessuno e ha sempre svolto con diligenza il suo lavoro.<br /> Un licenziamento così non è accettabile, perché significherebbe esporre tutti noi al medesimo rischio! Per Claudio, e per tutti noi, dobbiamo dare battaglia! A partire dalle prossime elezioni per il rinnovo della RSU, che si terranno l'11 e il 12 dicembre.<br /> È urgente cambiare questo modello sociale, basato sulla repressione e sullo sfruttamento delle lavoratrici e dei lavoratori.<br /> Anche per questo, USB ha indetto lo sciopero generale del 28 novembre e la manifestazione nazionale a Roma il 29 Novembre. Contro la finanziaria e l'economia di guerra, che taglia le risorse necessarie a garantire i diritti di tutte e tutte, per destinarle alla guerra!<br /> Bloccare tutto per cambiare tutto!</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Sun, 02 Nov 2025 08:16:49 +0100</pubDate>
                        <title>DDL Gasparri: repressione e censura colpiscono Scuola e Università.</title>
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		                        		https://firenze.usb.it/leggi-notizia/ddl-gasparri-repressione-e-censura-colpiscono-scuola-e-universita-0827.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-justify"><strong>Mercoledì 12 novembre, alle ore 17.00</strong>, presso la <strong>Sala Firenze Capitale di Palazzo Vecchio</strong>, l’Unione Sindacale di Base di Firenze promuove un’assemblea pubblica di analisi e confronto sul <strong>Disegno di Legge n. 1627</strong>, intitolato <em>“Disposizioni per il contrasto all'antisemitismo e per l'adozione della definizione operativa di antisemitismo”</em>.</p>
<p class="text-justify">Quella che si presenta come una proposta di legge “contro l’odio” rischia in realtà di diventare <strong>uno strumento di censura e repressione del dissenso politico </strong>e della libertà di pensiero e di insegnamento, uno strumento&nbsp;volto a colpire in particolare chi oggi sostiene la causa palestinese, critica il sionismo o denuncia le politiche di apartheid dello Stato di Israele.<br /> Il DDL 1627 si inserisce infatti dentro un <strong>quadro normativo e politico già fortemente repressivo</strong>, che negli ultimi mesi ha visto limitazioni crescenti alla libertà di manifestazione, alla libertà di parola e alla possibilità stessa di organizzare iniziative pubbliche sul tema della Palestina.</p>
<p class="text-justify">USB Firenze ritiene che questa proposta rappresenti <strong>un grave attacco alle libertà costituzionali</strong>, alla <strong>libertà di espressione e di critica&nbsp;</strong>e, più in generale, al <strong>diritto alla partecipazione democratica</strong>.<br /> Dietro la retorica della “lotta all’antisemitismo” si cela il tentativo di <strong>criminalizzare l’antisionismo</strong>, cioè la legittima opposizione politica, storica e morale a un’ideologia di Stato che oggi giustifica occupazione, apartheid e genocidio.<br /> Un passaggio che rischia di aprire la strada alla <strong>persecuzione giudiziaria e disciplinare</strong> di chiunque, attivista, docente, sindacalista o studente, prenda posizione in difesa del popolo palestinese o contro le guerre di aggressione condotte dai Paesi occidentali.</p>
<p class="text-justify">L’assemblea si propone di smontare, punto per punto, i contenuti del Disegno di Legge, analizzandone le implicazioni costituzionali, penali e politiche, e di costruire insieme una risposta collettiva&nbsp;contro questo nuovo tentativo di mettere il bavaglio alla libertà di pensiero.<br /> Si discuterà inoltre di <strong>strumenti concreti di tutela e resistenza democratica</strong>, per chi opera nei luoghi di studio e di lavoro, nelle scuole e nelle università, nella comunicazione sindacale e nell’attivismo pubblico.</p>
<p class="text-justify">Per farlo, USB ha invitato <strong>figure del mondo giuridico, accademico, politico e dei movimenti sociali</strong>:</p><ul> 	<li> 	<p class="text-justify">il <strong>consigliere comunale Dmitrj Palagi</strong>,</p> 	</li> 	<li> 	<p class="text-justify">l’<strong>avvocato Danilo Conte</strong>, del Centro Studi <em>CEING</em>,</p> 	</li> 	<li> 	<p class="text-justify">il <strong>professore Leonardo Bargigli</strong> dell’<em>Università di Firenze</em>,</p> 	</li> 	<li> 	<p class="text-justify">le <strong>attiviste del collettivo studentxperlapalestina</strong>,</p> 	</li> 	<li> 	<p class="text-justify"><strong>Camilla Diurno</strong> dell'organizzzazione&nbsp;<em>Cambiare Rotta</em>,</p> 	</li> 	<li> 	<p class="text-justify"><strong>Dario Furnari</strong>, dell’Esecutivo Nazionale <em>USB Scuola</em>.</p> 	</li> </ul><p class="text-justify">L’incontro sarà <strong>un momento di approfondimento e confronto per le future mobilitazioni</strong>, ma anche un passo necessario per riaffermare che <strong>criticare il sionismo non significa essere antisemiti</strong>, e che <strong>difendere la Palestina significa difendere la libertà di tutte e di tutti.</strong></p>
<p class="text-justify">Chi non potrà essere presente potrà seguire i lavori <strong>da remoto</strong>, collegandosi al link:<br /> 🔗 <a href="https://meet.goto.com/338140565" target="_new" data-end="3556" data-start="3490" rel="noreferrer noopener">https://meet.goto.com/338140565</a></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Mon, 22 Sep 2025 15:23:44 +0200</pubDate>
                        <title>Sciopero 22 settembre a Firenze. Abbiamo bloccato tutto! Palestina libera!</title>
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		                        		https://firenze.usb.it/leggi-notizia/sciopero-22-settembre-a-firenze-abbiamo-bloccato-tutto-palestina-libera-1530.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-justify">Lo avevamo detto e lo abbiamo fatto. Firenze paralizzata! Autostrada A1 bloccata. Snodi principali del tessuto produttivo della piana bloccati. Un grande movimento di massa ha fermato per un giorno la produzione e la circolazione delle merci per dire ai governi alcuni parole chiare e precise: fermate il genocidio in Palestina! Abbasate le armi! Investite le risorse nello stato sociale, non nelle guerre!</p>
<p class="text-justify">La giornata di <strong>sciopero e manifestazione del 22 settembre a Firenze</strong> ha segnato un momento di grande forza collettiva.</p>
<p class="text-justify">Lavoratrici, lavoratori, studentesse e studenti sono scesi in piazza con un obiettivo chiaro: <strong>fermare il genocidio del popolo palestinese e contrastare l’economia di guerra e le sue ricadute sulle nostre vite e sul lavoro</strong>.</p>
<p class="text-justify">La mobilitazione ha avuto un carattere determinato e incisivo: <strong>abbiamo bloccato l’autostrada e i principali snodi della logistica di Firenze e della piana</strong>, colpendo direttamente il sistema che alimenta lo sfruttamento, la guerra e i profitti di pochi. Siamo andati davanti alla Leonardo denuncianone la natura di industria della morte.</p>
<p class="text-justify">Quella di oggi è stata la dimostrazione che quando chi lavora sceglie di unirsi e lottare, può fermare i flussi della produzione e della distribuzione, può inceppare i meccanismi che sostengono la macchina della guerra e dello sfruttamento.</p>
<p class="text-justify">Non ci interessa il dibattito provincialistico tutto interno alle istituzioni del nostro Paese tra la destra che criminalizza le manifestazioni per la Palestina e la cosiddetta sinistra che le difende. Noi non stiamo né con gli uni né con gli altri. Perché la sinistra che solo oggi, dopo l’oceano sceso in piazza ieri in tutto il Paese, prende parola sullo sciopero sostenendolo, non ha speso un grammo di energia per costruirlo. Le opposizioni di governo sono le stesse forze politiche che hanno contribuito a distruggere welfare e dignità del lavoro.<br /> Lo spazio politico dentro cui vogliamo continuare a costruire la mobilitazione per la Palestina e per la riconquista della dignità delle lavoratrici e dei lavoratori è alternativo allo sterile bipolarismo della politica istituzionale italiana!</p>
<p class="text-justify">Il 22 settembre non è stato un punto di arrivo, ma un punto di partenza: da Firenze e dal resto d'Italia si è alzato un segnale forte, che dice che <strong>non resteremo complici, non resteremo in silenzio!</strong>&nbsp;Rivendicazioni politiche e rivendicazioni sindacali sono le due facce di una stessa medaglia. Continueremo a organizzarci per costruire lotta, solidarietà e resistenza, fino a fermare le guerre e il genocidio in Palestina, per conquistare giustizia per chi lavora!</p>
<p class="text-justify">Palestina libera! Abbassate le armi! Alzate i salari!</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Wed, 13 Aug 2025 12:01:08 +0200</pubDate>
                        <title>Sciopero di ferragosto ai Gigli: le finte battaglie di Filcams CGIL, Uiltucs Toscana e Fisascat CISL</title>
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		                        		https://firenze.usb.it/leggi-notizia/sciopero-di-ferragosto-ai-gigli-le-finte-battaglie-di-filcams-cgil-uiltucs-toscana-e-fisascat-cisl-1205.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-justify">USB Firenze denuncia l’ipocrisia di Filcams CGIL, Uiltucs Toscana e Fisascat CISL che, dopo aver firmato Contratti Collettivi Nazionali nel commercio e nella grande distribuzione senza alcun reale miglioramento delle condizioni&nbsp;di chi lavora, stiamo parlando di salario e di organizzazione del lavoro, oggi si presentano come paladini della causa con uno sciopero di Ferragosto presso il centro commerciale I Gigli di Campi Bisenzio.</p>
<p class="text-justify">La verità è che il 15 agosto – così come tutte le festività – i negozi e i centri commerciali della piccola, media e grande distribuzione dovrebbero rimanere chiusi. In questo modo, le lavoratrici e i lavoratori avrebbero diritto al riposo e alla festività pagata, senza essere costretti a scegliere tra stare con le proprie famiglie o perdere salario.<br /> Ricordiamo come ci sia anche una sentenza della Cassazione (n. 29907/21) che dispone che i giorni festivi debbano essere concordati con il lavoratore.</p>
<p class="text-justify">Con lo sciopero chi lavora rinuncia a una giornata di paga; con la chiusura festiva, invece, la retribuzione sarebbe garantita e il diritto al riposo rispettato.<br /> Lo sciopero è uno strumento serio ed efficace, ma non va usato a fini demagogici.</p>
<p class="text-justify">Da anni queste stesse organizzazioni sindacali sottoscrivono accordi e contratti che hanno lasciato i salari fermi al palo, senza alcun adeguamento reale all’aumento del costo della vita, peggiorato orari e turni, aumentando la flessibilità a vantaggio delle aziende, mantenuto e rafforzato nei fatti la precarietà.</p>
<p class="text-justify">USB non fa passerelle e non procede per slogan. La difesa della dignità del lavoro richiede coerenza e lotte vere, a partire dalla pretesa di contratti collettivi che migliorino la condizioni di vita e di lavoro di chi garantisce la produzione.</p>
<p class="text-justify">Per questo rivendichiamo:<br /> &nbsp;&nbsp; &nbsp;•&nbsp;&nbsp; &nbsp;L’istituzione di un salario minimo per legge con aumenti salariali veri e adeguati all’inflazione;<br /> &nbsp;&nbsp; &nbsp;•&nbsp;&nbsp; &nbsp;La chiusura di negozi e centri commerciali nei festivi, con pagamento della festività;<br /> &nbsp;&nbsp; &nbsp;•&nbsp;&nbsp; &nbsp;La riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario;<br /> &nbsp;&nbsp; &nbsp;•&nbsp;&nbsp; &nbsp;Lo stop al precariato e la stabilizzazione di chi lavora.</p>
<p class="text-justify">USB è e resta al fianco di chi ogni giorno, festivi compresi, garantisce profitti miliardari alle grandi catene della distribuzione. Ma il rispetto dei diritti non si ottiene con iniziative di facciata: serve un sindacato che dica no allo sfruttamento 365 giorni l’anno. Non servono organizzazioni sindacali che da un lato hanno di fatto collaborato alla progressiva perdita di diritti e salario e dall’altro non hanno mai messo in discussione tutti gli impedimenti reali per un lavoro davvero libero e dignitoso, a partire dai CCNL a perdere e dalla legge 146, definita non a caso legge anti-sciopero!</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Thu, 07 Aug 2025 19:25:06 +0200</pubDate>
                        <title>LICENZIARE I SINDACALISTI È UNA STRATEGIA! DALLE ISTITUZIONI SOLO IPOCRISIA!</title>
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		                        		https://firenze.usb.it/leggi-notizia/licenziare-i-sindacalisti-e-una-strategia-dalle-istituzioni-solo-ipocrisia-1937.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-justify">La repressione contro lavoratrici e lavoratori è sempre più forte nel nostro Paese. La nostra organizzazione sindacale è costantemente colpita per l'attività dei nostri delegati nei luoghi di lavoro e per la funzione che svolge sul piano nazionale. Per fare solo un esempio, ricordiamo le minacce di licenziamenti e i tentativi di repressione contro i delegati sindacali USB che si stanno opponendo coraggiosamente contro il traffico di armi nei porti e negli aeroporti.</p>
<p class="text-justify">Negli ultimi giorni in Toscana abbiamo assistito a una nuova ondata repressiva contro chi lotta per i diritti nei luoghi di lavoro. È una strategia chiara: colpire i sindacalisti, silenziare chi organizza le proteste nei luoghi di lavoro, intimidire chi rivendica diritti e dignità. Noi lo sappiamo molto bene, visto i recenti licenziamenti di Claudio, delegato sindacale di USB presso UniCoop Firenze e di Valter, giovane lavoratore e sindacalista sempre di USB, driver per Amazon da quattro anni, licenziato a novembre dello scorso anno.</p>
<p class="text-justify">Con queste righe vogliamo esprimere tutta la nostra solidarietà alla lavoratrice e attivista sindacale licenziata da Autogrill Chianti. La reazione dell’azienda è stata spropositata, una rappresaglia inaccettabile per chi si batte per condizioni dignitose in un contesto di precarietà cronica.</p>
<p class="text-justify">Anche al centro commerciale I Gigli, mentre si organizzava lo sciopero contro l’apertura forzata a Ferragosto, una delegata sindacale di OVS è stata licenziata. Il messaggio è chiaro: chi alza la testa va colpito!</p>
<p class="text-justify">Ma ciò che più indigna è l’ipocrisia delle istituzioni, in particolare del Presidente della Regione Toscana Eugenio Giani.</p>
<p class="text-justify">Davanti al caso dell’Autogrill, Giani si è precipitato a rilasciare dichiarazioni pubbliche, esprimendo preoccupazione, vicinanza e parlando di “rappresentanza sindacale da difendere”. Una reazione che suona più come una mossa elettorale, un tentativo di raccogliere consenso in vista delle prossime elezioni regionali, piuttosto che un reale impegno per la difesa dei diritti sindacali.</p>
<p class="text-justify">La prova provata di quanto sosteniamo è presto detta. Come mai il Presidente Giani non ha speso una sola parola per i delegati di USB licenziati?<br /> Perché non ha convocato nessun tavolo, né rilasciato una nota, né espresso quella stessa preoccupazione istituzionale enunciata in occasione dei licenziamenti su menzionati? Per non colpire un bacino elettorale appetibile? O perché Claudio e Valter non meritano lo stesso rispetto di altri sindacalisti e lavoratori?</p>
<p class="text-justify">A noi sembra che la questione sia chiara. Per il Presidente Giani esistono sindacati di serie A, a cui garantire visibilità e attenzione per un palese tornaconto elettoralistico, e sindacati scomodi, da ignorare, marginalizzare, colpire, reprimere. D’altronde USB è l’unico sindacato impegnato in azioni concrete contro le politiche belliciste che lo stesso Partito Democratico avalla. D'altronde, sempre USB, non ha firmato quei contratti capestro che riducono i lavoratori a schiavi della produzione.</p>
<p class="text-justify">USB Firenze non ci sta!</p>
<p class="text-justify">Denunciamo il tentativo diffuso di criminalizzare l’attività sindacale conflittuale.<br /> Rivendichiamo il diritto di scioperare, organizzarsi, denunciare le storture sempre più diffuse in tutti i luoghi di lavoro.</p>
<p class="text-justify">Pretendiamo che anche i licenziamenti di Claudio, Valter e di tutti i militanti delle organizzazioni di base, di lotta e di massa vengano trattati con la stessa attenzione.<br /> E diciamo chiaramente: la solidarietà istituzionale non può essere a orologeria e a fini elettorali.</p>
<p class="text-justify">Licenziare un sindacalista è un attacco a tutte le lavoratrici e ai lavoratori.<br /> Noi continueremo la nostra azione di difesa di tutte e tutti coloro che subiscono forme di repressione nei luoghi di lavoro!</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Thu, 03 Jul 2025 09:52:31 +0200</pubDate>
                        <title>La cultura non si appalta! USB Firenze denuncia le condizioni di lavoro negli appalti dei Musei Di Firenze</title>
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		                        		https://firenze.usb.it/leggi-notizia/la-cultura-non-si-appalta-usb-firenze-denuncia-le-condizioni-di-lavoro-negli-appalti-dei-musei-di-firenze-1002.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Firenze, come la maggior parte delle città d’Italia, ha nella dimensione culturale e artistica una delle sue principali fonti di interesse. Ma l’arte e la cultura non vivono di vita propria. Sono necessari la cura, il sostegno e soprattutto il lavoro di chi opera nel settore. I musei fiorentini, come molti altri siti culturali e artistici, sopravvivono grazie alla fatica di lavoratrici e lavoratori molto spesso sfruttati.&nbsp; &nbsp;</p>
<p>Dopo numerose segnalazioni, abbiamo denunciato, in una nota del 9 Giugno, le seguenti violazioni negli appalti dei Musei di Firenze:</p><ul> 	<li>Incongruenze buste paga, con maggiorazioni domenicali non retribute</li> 	<li>Incongruenze retribuzioni ordinarie</li> 	<li>Mancato raggiungimento delle ore previste da contratto</li> 	<li>Mancata o ritardata consegna del badge da parte dell’Azienda Dussman</li> 	<li>Mancanza di badge in alcuni musei: i lavoratori e le lavoratrici firmano entrata e uscita nel foglio firme interno della Galleria e non in un modulo fornito da Dussman</li> 	<li>Viene richiesto alle lavoratrici e ai lavoratori di cominciare il turno di lavoro presso un museo, dove timbrano l’entrata, per poi spostarsi presso un altro museo sprovvisti di relativo badge, per poi ritornare nel primo per timbrare l’uscita</li> 	<li>Le agenzie interinali non verificano timbrature e fogli firma rispetto alle ore mancanti in busta paga</li> 	<li>Fogli orari non firmati dai responsabili</li> 	<li>Cambi di orario e di luogo di lavoro comunicati dall’azienda durante l’orario di servizio, richiesta di lavoro supplementare, cambi turno comunicati la sera prima, sempre con meno di 24 ore di preavviso.</li> 	<li>Turni di lavoro di 10 o 12 ore, con mezz’ora di pausa non retribuita.</li> </ul><p>Ad oggi è pervenuta solo un nota a mezzo PEC della Galleria dell’Accademia di Firenze del Ministero della Cultura, che conferma parzialmente la nostra denuncia su condizioni di lavoro inaccettabili. Ma le risposte che ci interessano non sono ancora arrivate. Ci riferiamo agli altri destinatari della nostra nota, vale a dire alla società Dussman, alla Sig.ra Sindaca di Firenze Sara Funaro e all’Assessore Bettarini.</p>
<p>USB Firenze continuerà a denunciare nelle sedi opportune tutte le incongruenze e le irregolarità riscontrate nei musei.</p>
<p>La Cultura non si appalta, i diritti si rispettano!</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Wed, 02 Jul 2025 11:54:20 +0200</pubDate>
                        <title>Il Comune di Firenze e la Cooperativa “Il Girasole” pongono lavoratori e ragazzi con disabilità in una situazione di grave rischio per la salute e la sicurezza.</title>
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		                        		https://firenze.usb.it/leggi-notizia/il-comune-di-firenze-e-la-cooperativa-il-girasole-pongono-lavoratori-e-ragazzi-con-disabilita-in-una-situazione-di-grave-rischio-per-la-salute-e-la-sicurezza-1156.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-justify">Dal 12 Maggio la sede del Centro socio educativo Totem, gestito dalla Cooperativa “Il Girasole”, è stata trasferita alla Foresteria Pertini a Sorgane. Ci risulta che la struttura non sia stata preventivamente messa in condizioni igienico-sanitarie e di sicurezza adatte a un ambiente di lavoro e soprattutto a ospitare ragazzi con problemi psicomotori certificati. Si tratta nella sostanza di un servizio pubblico, per di più rivolto a soggetti fragili. Andrebbe pertanto tutelato e supportato, ma viviamo in una fase storica nella quale si investe in tutto, a partire dalle guerre e dagli interessi dei privati, tranne che in stato sociale.&nbsp;</p>
<p class="text-justify">La scrivente organizzazione sindacale USB FIRENZE, su indicazione dei lavoratori, ha già tempestivamente segnalato al Comune di Firenze, alla ASL e alla Cooperativa&nbsp; “Il Girasole” tutte le criticità segnalateci. Vale la pena ricordare come il Comune di Firenze sia ente pubblico appaltante del servizio e pertanto deve coordinarsi e vigilare circa il rispetto delle norme sulla salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro (Dlgs.81/2008).</p>
<p class="text-justify">Le principali segnalazioni pervenuteci riguardano:</p><ul> 	<li class="text-justify">La mancanza di sistema di condizionamento e areazione</li> 	<li class="text-justify">La mancanza di prese elettriche</li> 	<li class="text-justify">La mancanza di collegamento allo scarico acque</li> 	<li class="text-justify">Guano alle finestre</li> 	<li class="text-justify">Inferriate rugginose</li> 	<li class="text-justify">Infestazione formiche e presenza ratti</li> </ul><p class="text-justify">In particolare, denunciamo il fatto che alcuni veicoli utilizzati per il trasporto dei ragazzi con disabilità sono privi di aria condizionata e versano in uno stato manutentivo precario. I veicoli vengono parcheggiati sotto il sole lungo il corso della giornata e raggiungono pertanto temperature elevate, cosa che mette a forte rischio di stress termico tanto i lavoratori, quanto gli utenti, appartenenti a categorie deboli. Il tragitto casa-centro sociale e viceversa dura circa un’ora e mezza! In altri termini, una sorta di forno ambulante che trasporta lavoratori e disabili. La mancanza di aria condizionata nei veicoli, inoltre, aumenta il rischio termico, a maggior ragione in giornate di codice rosso per le temperature in continuo aumento. Ricordiamo che il rischio di stress termico, che oltre ai veicoli interessa l’intera struttura, deve essere valutato dagli organismi preposti come indicato nel D.V.R. art.181-182 Titolo VIII Agenti Fisici.</p>
<p class="text-justify">Chiediamo che in tempi brevissimi si mettano in atto tutte le azioni atte a risolvere i problemi da noi denunciati. Qualora le risposte dovessero tardare ad arrivare, perseguiremo tutte le strade che riterremo opportune per la risoluzione dei problemi.</p>
<p class="text-justify">I servizi pubblici, in particolare quelli rivolti alla cura delle persone fragili, siano rimessi al centro dell'agenda politica del governo della nostra città!</p>
<p class="text-justify">USB FIRENZE</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Fri, 27 Jun 2025 10:01:22 +0200</pubDate>
                        <title>4 LUGLIO SCIOPERO PER CLAUDIO, delegato RSU e RLS dell’Unione Sindacale di Base licenziato da UNICOOP FIRENZE!</title>
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                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-justify">Com'era quel motivo che ascoltavamo in TV? La Coop sei tu? No! Non se difendi le tue colleghe e i tuoi colleghi! Non se difendi il lavoro e i diritti di tutte e di tutti! Non se lavori onestamente per la Cooperativa da circa mezzo secolo (40 anni!!!). Insomma, la Coop sei tu solo se non diventi scomodo, come l'Unione Sindacale di Base, un'organizzazione che negli anni ha sempre difeso, grazie soprattutto al lavoro dei propri delegati, il lavoro, i diritti, la salute e la sicurezza di tutti i dipendenti della Cooperativa.</p>
<p class="text-justify">Come abbiamo già detto, Claudio è stato licenziato per futili motivi. Il suo licenziamento, oltre a lasciare per strada senza stipendio un lavoratore che ha prestato il proprio servizio per circa quarant'anni, è un attacco gravissimo a tutta la nostra Organizzazione, perché colpire gratuitamente un lavoratore significa a nostro avviso calpestare tutto il mondo del lavoro, ma soprattutto perché Claudio è un nostro delegato e svolge (sì, usiamo il presente e non il passato!) la funzione di RSU (Rappresentante dei lavoratori nel posto di lavoro) e RLS (Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza). Claudio, e tutta la nostra Organizzazione, era già stato gravemente minacciato da un capoturno del Reparto trasporti del Cedi di Scandicci,&nbsp;il centro di smistamento merci che rifornisce i supermercati di Unicoop Firenze in Toscana, con queste parole vergognose, accertate da una sentenza penale:&nbsp;“attenti voi del sindacato a non tirare troppo la corda, perché qui va a finire male... io prendo una pistola e ti sparo, imbecille”.&nbsp;Il Magazzino di Unicoop Firenze era già balzato alla cronaca, nel luglio del 2011, a seguito di un infortunio sul lavoro che era costato la vita a Claudio Pierini, per il quale il datore di lavoro dell'epoca era stato condannato per omicidio colposo e violazione delle norme antinfortunistiche. La colpa di Claudio, quindi, è stata quella di aver fatto notare che si stavano violando le disposizioni di sicurezza impartite dal datore di lavoro in merito a una procedura di scarico dei mezzi pesanti. La colpa di Claudio, oggi, è di aver continuato a &quot;tirare la corda&quot;, come tutta l'USB.</p>
<p class="text-justify">Il <strong>4 luglio</strong> indiciamo sciopero e saremo in presidio, <strong>dalle ore 9:00, presso i magazzini in viale Europa 51, Scandicci</strong>.</p>
<p class="text-justify">Tocca uno, tocca tutti! No alla repressione nei posti di lavoro!</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Thu, 19 Jun 2025 11:53:11 +0200</pubDate>
                        <title>Vergogna ingiustificabile: UNICOOP FIRENZE licenzia delegato RSU e RLS dell’Unione Sindacale di Base!</title>
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                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-justify">Unicoop Firenze ha licenziato un nostro delegato RSU e RLS. Claudio, dopo circa 40 anni di egregio lavoro nella nota Cooperativa, è stato messo per strada per futili motivi.</p>
<p class="text-justify">Ci appare ben chiaro come si tratti dell’ennesimo licenziamento politico, un atto discriminatorio per fermare il dissenso e interferire con l’attività sindacale. D’altronde, sono numerose le battaglie che abbiamo vinto contro Unicoop Firenze. Per fare solo un esempio, pensiamo alle centinaia di cause sul tempo tuta che Unicoop Firenze ha perso in tutti i gradi di giudizio in Tribunale, in Corte d’appello e in Cassazione, dovendo sborsare centinaia di migliaia di euro ai suoi dipendenti.</p>
<p class="text-justify">Riteniamo gravissimo che una Cooperativa che basa la sua immagine su valori etici e sociali arrivi a licenziare un rappresentante sindacale e rappresentante dei lavoratori in tema di salute e sicurezza. Proprio su quest’ultimo tema, Claudio era molto attivo e attento sempre a tutelare la salute e la sicurezza dei suoi colleghi.</p>
<p class="text-justify">Evidentemente, USB è un sindacato scomodo anche per Unicoop Firenze, che prova ad eliminarne uno per educarne altri cento.</p>
<p class="text-justify">Tutta la Confederazione dell’USB si stringe intorno a Claudio e alla sua famiglia e, sin da subito, saranno messe in campo tutte le iniziative sindacali e legali volte non solo alla reintegra del nostro delegato, ma anche a ripristinare un clima democratico all’interno di una Cooperativa che ha assunto sempre più l’aspetto di una multinazionale senza scrupoli.</p>
<p class="text-justify">Un attacco gravissimo perché lesivo del diritto di rappresentanza nei luoghi di lavoro che non riguarda solo Claudio, ma colpisce tutti coloro che ogni giorno si battono per migliorare le proprie condizioni e quelle di tutte le lavoratrici e lavoratori.<br /> Tocca uno, tocca tutti!</p>
<p class="text-justify"><br /> Forza Claudio, USB è con te!&nbsp;Il 20 giugno sciopereremo anche per questa battaglia di dignità! <strong>A breve, indiremo uno sciopero di tutta la categoria del lavoro privato in difesa di Claudio per chiederne l'immediata reintegra!</strong></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Fri, 13 Jun 2025 11:53:49 +0200</pubDate>
                        <title>20 E 21 GIUGNO. FERMIAMO IL PAESE CONTRO LA BARBARIE DELLE GUERRE, DEL GENOCIDIO DEL POPOLO PALESTINESE E DELLA DISTRUZIONE DELLO STATO SOCIALE. DISARMIAMOLI!</title>
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		                        		https://firenze.usb.it/leggi-notizia/20-e-21-giugno-fermiamo-il-paese-contro-la-barbarie-delle-guerre-del-genocidio-del-popolo-palestinese-e-della-distruzione-dello-stato-sociale-1158.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p><strong>SCIOPERO GENERALE DEL 20 GIUGNO 2025 - PRESIDIO PROVINCIALE A FIRENZE PRESSO LA LEONARDO S.p.A.</strong></p>
<p><strong>MANIFESTAZIONE NAZIONALE #DISARMIAMOLI - ROMA, 21 GIUGNO 2025</strong></p>
<p><br /> <strong>FERMIAMO IL PAESE CONTRO LA BARBARIE DELLE GUERRE, DEL GENOCIDIO DEL POPOLO PALESTINESE E DELLA DISTRUZIONE DELLO STATO SOCIALE</strong></p>
<p>Il 20 giugno, l'Unione Sindacale di Base, insieme a CUB ed SGB, ha proclamato uno sciopero generale nazionale di tutte le categorie del lavoro pubblico e privato, con manifestazioni in numerose città italiane.</p>
<p>A <strong>Firenze</strong> è convocato un <strong>presidio provinciale presso la Leonardo S.p.A.</strong> con concentramento alle ore 9:30.</p>
<p>Lo sciopero ha l’obiettivo di opporsi al massacro del popolo palestinese a opera dello Stato genocida d’Israele, alla folle corsa al riarmo decisa dall’Unione europea, accettata supinamente dal governo Meloni, e alla devastazione sociale prodotta da decenni di moderazione salariale ad opera dei governi filo-padronali del nostro Paese.</p>
<p>Lo sciopero è una risposta necessaria e urgente all’aggravarsi delle condizioni sociali, economiche e democratiche di tutte le lavoratrici e di tutti i lavoratori, colpiti da politiche che continuano a favorire le grandi imprese e il complesso militare-industriale a discapito delle fasce più deboli della popolazione.</p>
<p><strong>SCIOPERIAMO CONTRO:</strong></p><ul> 	<li>la guerra e l’aumento delle spese militari a scapito della sanità, della scuola e dell’intero welfare;</li> 	<li>il genocidio in corso del popolo palestinese, perpetrato dallo Stato d’Israele con la complicità attiva del governo italiano e dell’Unione Europea;</li> 	<li>il carovita, i bassi salari, la precarietà, le privatizzazioni e gli omicidi sul lavoro;</li> 	<li>la repressione del dissenso, con attacchi sistematici al diritto di sciopero e alla libertà di manifestazione con il Decreto sicurezza;</li> </ul><p><strong>USB Firenze chiama tutte le lavoratrici e i lavoratori, i disoccupati, le studentesse e gli studenti, i pensionati, i migranti a unirsi allo sciopero del 20 giugno e alla manifestazione nazionale del 21 giugno a Roma, con partenza da piazza Vittorio, per ribadire che non siamo disposti a pagare il prezzo di un’economia di guerra che ha come effetto immediato la distruzione dello stato sociale.</strong></p>
<p>Alziamo la voce contro l’ipocrisia di chi predica la pace mentre arma i massacri. Diciamo no a un modello economico e politico fondato sul profitto, sull’oppressione dei popoli, sulla repressione e sull’esclusione sociale.</p>
<p><strong>Invitiamo tutte le realtà di lotta, i collettivi, i movimenti, le reti solidali che si oppongono alle guerre e al genocidio del popolo palestinese a unirsi allo sciopero del 20 giugno e alla manifestazione nazionale del 21 giugno per costruire insieme due giornate di mobilitazione dal basso, internazioniste e resistenti.</strong></p>
<p><strong>ABBASSATE LE ARMI, ALZATE I SALARI!</strong></p>
<p><strong>COSTRUIAMO UN’ALTERNATIVA SOCIALE E POPOLARE CONTRO LE GUERRE E LA DISTRUZIONE DEL WELFARE!</strong></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Tue, 13 May 2025 18:54:21 +0200</pubDate>
                        <title>Tempo tuta. UniCoop Firenze perde ancora!</title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://firenze.usb.it/leggi-notizia/tempo-tuta-unicoop-firenze-perde-ancora-1900.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-justify">Con una sentenza del 24/10/2024, pubblicata il 7 maggio 2025, la Corte d'appello di Firenze ha dato ragione ai lavoratori e ha respinto l'appello presentato da UniCoop Firenze con il quale la stessa UniCoop chiedeva che a seguito della sottoscrizione del nuovo contratto integrativo (Cia 2022) ai lavoratori non venisse più retribuito il tempo impiegato per la vestizione/svestizione.</p>
<p class="text-justify">La Corte d’appello evidenzia che non sono rilevabili nel contratto integrativo concrete e tangibili concessioni ai lavoratori, che sono le uniche che potrebbero giustificare il mancato pagamento del tempo di vestizione: ”risulta evidente come nessuna delle riduzioni dell’orario di lavoro, regolate dai diversi Cia (compreso quello del 2022), abbia mai considerato il tempo di vestizione/svestizione...non ravvisando in cosa sia consistito lo scambio e le reciproche concessioni firmate tra i sindacati Cgil-Cisl-Uil e Unicoop Firenze...peraltro mai quantificato entro l’orario di lavoro, ne monetizzato economicamente&quot; Queste sono le&nbsp;testuali parole dei giudici della Corte d'appello.</p>
<p class="text-justify">Insomma, i giudici scrivono che non si capirebbe cosa avrebbero ottenuto per i lavoratori Cgil-Cisl-Uil firmando il contratto integrativo, in cambio del pagamento del tempo tuta e relativa liberatoria (accordo una tantum vestizione Cia 2022) e in assenza di una vera controprestazione,&nbsp;<strong>il tempo tuta deve continuare ad essere retribuito</strong>.</p>
<p class="text-justify">Come sindacato ci sentiamo di ringraziare lo studio legale che ha portato avanti una battaglia durata quasi due anni, per l’affermazione dei diritti di tutti i lavoratori di UniCoop Firenze e non solo. Ringraziamo inoltre tutti i lavoratori che ci danno fiducia e ci supportano, comunicando loro che questa vittoria consentirà la prosecuzione di tutte quelle vertenze che erano state rinviate in attesa di questa sentenza.</p>
<p class="text-justify">Abbiamo vinto noi. Hanno vinto i lavoratori. Ha perso chi ha cercato di sottrarre diritti e salario.</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Mon, 05 May 2025 12:32:35 +0200</pubDate>
                        <title>Sciopero educatori dei servizi scolastici. Basta precarietà e lavoro sottopagato! Presidio il 13 maggio a Firenze dalle ore 10.30 presso la Prefettura (via Cavour 1).</title>
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		                        		https://firenze.usb.it/leggi-notizia/sciopero-educatori-dei-servizi-scolastici-basta-precarieta-e-lavoro-sottopagato-presidio-il-13-maggio-a-firenze-dalle-ore-1030-presso-la-prefettura-via-cavour-1-1242.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-justify">Il 13 maggio 2025&nbsp;l’Unione Sindacale di Base ha proclamato uno sciopero nazionale degli educatori scolastici, al fine di richiamare l’attenzione sulle criticità croniche riguardanti le loro condizioni lavorative. Gli assistenti alla comunicazione e all’autonomia (così spesso vengono spesso definiti gli educatori) sono dei professionisti che lavorano in ambito scolastico seguendo gli alunni con disabilità o in situazioni di svantaggio.<br /> Il sindacato USB denuncia che a fronte di alti livelli di professionalità richiesti, titoli universitari di accesso alla professione, non vi è un altrettanto adeguato riconoscimento retributivo e tantomeno vi sono garanzie di stabilità occupazionale. Al contrario, viene ribadito da USB, a fronte di salari già bassi previsti dal ccnl delle cooperative sociali, l’emergenza retributiva viene pesantemente aggravata dalla sospensione estiva e da ogni forma di reddito o ammortizzatore sociale. Va considerato inoltre che questi lavoratori sono normalmente in regime di part-time in quanto il loro contratto a 38 ore settimanali, oltre ad essere eccessivamente gravoso, è anche difficilmente attuabile nel contesto scolastico (facciamo presente, ad esempio, che gli insegnanti di sostegno con i quali gli educatori svolgono un lavoro complementare e parallelo hanno contratti tra le 18 e le 22 ore settimanali); tutto ciò si manifesta con salari che si aggirano o, difficilmente superano, i 1000 € mensili per nove mesi l’anno. Il passo dal lavoro povero al lavoro poverissimo è dunque molto breve.<br /> Tutto ciò poi si configura all’interno del sistema degli appalti pubblici con la formula “dell’offerta economicamente più vantaggiosa“, vale a dire che periodicamente il servizio viene affidato alla cooperativa che si impegna a gestirlo con le minori risorse economiche. Tale meccanismo non consente nemmeno all’amministrazione pubblica di realizzare risparmi significativi, visto che il servizio viene pagato alle cooperative circa 25 € l’ora mentre ai lavoratori non ne arrivano che poco più di 10.<br /> Per ridare dignità a questo servizio, a questi lavoratori altamente specializzati e di conseguenza agli utenti seguiti, l’Unione Sindacale di Base chiede con forza che questo servizio, indispensabile e permanente, torni sotto diretta gestione pubblica. Nel frattempo il sindacato chiede che il Governo e gli Enti appaltanti si impegnino a trovare una soluzione attraverso gli ammortizzatori sociali al problema della sospensione estiva dal reddito.<br /> <br /> Lo sciopero, che è a carattere nazionale, vedrà varie manifestazioni in diverse città: Roma, Firenze Bari, Ancona, Genova e Torino. A Firenze l’appuntamento è fissato per martedì 13&nbsp;maggio&nbsp;alle ore 10:30 davanti alla Prefettura in via Cavour 1, dove gli educatori comunicheranno il loro disagio al Governo nazionale tramite un messaggio consegnato al Prefetto.<br /> Basta precarietà! Basta appalti e lavoro sottopagato! Vogliamo l'internalizzazione del servizio!</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Thu, 13 Feb 2025 16:21:49 +0100</pubDate>
                        <title>16 FEBBRAIO 2024 - 16 FEBBRAIO 2025: UN ANNO DALLA STRAGE DI VIA MARITI</title>
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                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-justify">A un anno dalla tragedia del cantiere Esselunga in via Mariti a Firenze, ricordiamo con dolore e indignazione i cinque operai che hanno perso la vita nel crollo della trave di 20 metri: Luigi Coclite, 60 anni, autotrasportatore, Taoufik Haidar, 43 anni, Mohamed El Ferhane, 24 anni, Bouzekri Rahimi, 56 anni, e Mohamed Toukabri, 54 anni. Uomini e lavoratori, vittime di un sistema che antepone il profitto alla sicurezza sul lavoro.</p>
<p class="text-justify">Dopo quella strage, come dopo tante altre, abbiamo sentito la politica ripetere il solito slogan: &quot;Mai più!&quot;. Eppure, a distanza di pochi mesi, un’altra tragedia ha colpito i lavoratori della centrale Enel di Bargi, e le morti sul lavoro continuano senza sosta ad aumentare. Ogni giorno, lavoratrici e lavoratori rischiano la vita a causa di norme di sicurezza non rispettate, di appalti al ribasso, di controlli insufficienti e di una cultura padronale che considera la salute e la sicurezza un costo da abbattere.</p>
<p class="text-justify">La procura di Firenze ha evidenziato che la tragedia di via Mariti è stata causata da un errore di progettazione, con calcoli errati sulla resistenza della trave e materiali inadeguati per il sostegno dei carichi. Sono stati indagati il direttore dei lavori strutturali, gli ingegneri responsabili del calcolo e della produzione, oltre alla stessa impresa Rdb.Ita, nei confronti della quale è stato disposto il sequestro preventivo delle aziende.</p>
<p class="text-justify">Ma la giustizia, per quanto necessaria, non basta. Serve un cambiamento radicale: USB da tempo lotta per l'introduzione nel codice penale del reato di omicidio e lesioni gravi sul lavoro, per il rafforzamento del sistema di controlli con nuove assunzioni di ispettori e per dare più potere ai Rappresentanti per la Sicurezza dei Lavoratori (RLS).</p>
<p class="text-justify">In questa battaglia, USB è in prima linea insieme alla Rete Iside, con cui porta avanti una campagna per la sicurezza sui luoghi di lavoro e per un cambiamento normativo reale. La collaborazione ha portato alla presentazione di una proposta di legge per il reato di omicidio sul lavoro, un passo fondamentale per contrastare l'impunità e fermare la strage quotidiana nei luoghi di lavoro.</p>
<p class="text-justify">A nostro avviso, dalla vicenda di via Mariti si deve trarre un'ulteriore conclusione: occorre ripensare la gestione degli spazi pubblici come luoghi di vita per le comunità, non come aree di speculazione edilizia. Per questo, chiediamo la sospensione definitiva del cantiere e la realizzazione di un parco cittadino al posto dell’Esselunga, uno spazio verde dedicato alla memoria delle vittime della strage di via Mariti. Un parco che non solo onori il loro sacrificio, ma che rappresenti un simbolo della lotta per la sicurezza e la dignità dei delle lavoratrici e dei lavoratori.</p>
<p class="text-justify">Per questo, il 16 febbraio 2025 saremo in piazza a Firenze, insieme a tante altre realtà sindacali, politiche e sociali, per ricordare le vittime e per ribadire con forza il nostro messaggio:</p>
<p class="text-justify">BASTA OMICIDI SUL LAVORO! FERMIAMO LA STRAGE!</p>
<p class="text-justify">Non dimentichiamo le vittime di via Mariti. Non dimentichiamo nessuna vittima del profitto. Lavorare non può significare morire.</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Mon, 03 Feb 2025 15:18:16 +0100</pubDate>
                        <title>Pam Panorama  sospende i lavoratori fragili: La mobilitazione continua.</title>
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		                        		https://firenze.usb.it/leggi-notizia/pam-panorama-sospende-i-lavoratori-fragili-la-mobilitazione-continua-1520.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-justify">Il giorno 11 febbraio 2025, alle ore 15.30, è convocato in Regione Toscana un tavolo di crisi per la vertenza Panorama di Campi Bisenzio. L’azienda com’è noto ha deciso di sospendere 6 lavoratori fragili, cercando di fatto di ridurre il personale con lo strumento del DVR (documento di valutazione dei rischi), vale a dire il documento che dovrebbe tutelare la salute e la sicurezza delle lavoratrici e dei lavoratori. Panorama intende licenziare di fatto i propri dipendenti!</p>
<p class="text-justify">Dopo una prima iniziativa di sciopero presso il centro commerciale “I Gigli”, che ha visto l’adesione della totalità dei dipendenti, la mobilitazione continua e si sposta presso il palazzo della Regione Toscana, in concomitanza con il tavolo di crisi.</p>
<p class="text-justify">L’11 febbraio viene indetto uno sciopero di tutto il personale di Pam Panorama, con un presidio per manifestare con fermezza il dissenso nei confronti della scelta di Panorama e chiedere con forza il reintegro immediato dei 6 lavoratori sospesi.</p>
<p class="text-justify">Il Presidio è convocato alle ore 14.30 fino alle 18.30 in Piazza Duomo n. 10 al palazzo della Regione Toscana Firenze.</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Sun, 19 Jan 2025 16:23:35 +0100</pubDate>
                        <title>PAM PANORAMA “I GIGLI” LICENZIA I LAVORATORI FRAGILI. USB FIRENZE RISPONDE: SCIOPERO IL 23 GENNAIO!</title>
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		                        		https://firenze.usb.it/leggi-notizia/pam-panorama-i-gigli-licenzia-i-lavoraori-fragili-usb-firenze-risponde-sciopero-il-23-gennaio-1629.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-justify">Il 23 Gennaio sciopero e presidio dichiarato da USB Firenze.<br /> Dopo l’assemblea delle lavoratrici e dei lavoratori del punto vendita di Pam Panorama “I Gigli”, è stato deciso di proclamare uno sciopero, con relativo presidio a partire dalle ore 10:00, per il giorno 23 gennaio.<br /> Questa la prima forma di lotta contro le sospensioni &nbsp;nei confronti di sei lavoratori “fragili” avvenute pochi giorni fa.&nbsp;<br /> Panorama, dopo aver modificato&nbsp;in modo unilaterale i parametri del DVR (documento valutazione dei rischi) inerente la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro, senza un confronto preventivo con gli RLS, ha deciso di lasciare a casa&nbsp;le lavoratrici e i lavoratori senza alcuna retribuzione.<br /> Un atto gravissimo avvenuto dopo che Panorama sta effettuando una riduzione della superficie del negozio da 5000 a 2000 metri quadrati, negando un reale confronto con le Organizzazioni sindacali più rappresentative.<br /> Chiediamo il ritiro immediato delle sospensioni e l’apertura di un vero tavolo di confronto, volto a salvaguardare tutti i posti di lavoro.<br /> Il presidio si svolgerà presso il centro commerciale &quot;I Gigli&quot; (corte tonda) dalle ore 10.00 alle ore 17.00 del 23 Gennaio 2025.</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Wed, 15 Jan 2025 11:29:21 +0100</pubDate>
                        <title>USB FIRENZE DENUNCIA: PAM PANORAMA “I GIGLI” LICENZIA I LAVORAORI FRAGILI!</title>
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		                        		https://firenze.usb.it/leggi-notizia/usb-firenze-denuncia-pam-panorama-i-gigli-licenzia-i-lavoraori-fragili-1130.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-justify">È una vergogna! Dopo 13 anni di cassa integrazione, continui tagli al personale e procedure di licenziamenti collettivi, Panorama manda a casa i lavoratori fragili con limitazione parziale alla mansione, comprese le categorie protette.<br /> Panorama ha deciso di ridurre la superficie del supermercato all’interno del centro commerciale “I Gigli” da circa 5000 metri a 2500 metri quadri, senza nessun confronto preventivo e informativo con le organizzazioni sindacali più rappresentative nel punto vendita.<br /> Sono anni che denunciamo scelte errate della dirigenza aziendale, che, nonostante le nostre richieste, non ha mai presentato un piano di sviluppo strutturale dell’ipermercato.<br /> Purtroppo le lavoratrici e i lavoratori oggi pagano le scelte di un gruppo dirigente che nel corso degli anni ha utilizzato soldi pubblici con la cassa integrazione senza restituire al territorio garanzie occupazionali.<br /> In data 14 Gennaio 2025, è venuto fuori il cinismo e la brutalità di Panorama, che alla presenza del medico competente aziendale, ha convocato 6 lavoratori fragili comunicando loro la sospensione non retribuita da lavoro col conseguente obbiettivo di licenziarli.<br /> Come USB non staremo a guardare, abbiamo già richiesto un intervento ispettivo all’ITL di Firenze, chiederemo un intervento da parte delle Istituzioni locali e metteremo in campo tutte le iniziative sindacali per la salvaguardia di tutti i posti di lavoro.<br /> Non è accettabile che un territorio come Campi Bisenzio, dopo i licenziamenti dei lavoratori della ex GKN, dopo la strage all’ENI di Calenzano, dopo l’alluvione che ha devastato il territorio e la popolazione, debba subire l’ennesima perdita di posti di lavoro.<br /> USB insieme alle altre Organizzazioni Sindacali chiamerà i lavoratori e le lavoratrici a una forte mobilitazione per respingere al mittente queste scelte assurde, oltre che controproducenti!</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Tue, 10 Dec 2024 12:49:24 +0100</pubDate>
                        <title>PRESIDIO H.10:00 PRESSO L’INAIL DI FIRENZE DICIAMO BASTA ALLA STRAGE DI OPERAI E AI DISASTRI AMBIENTALI</title>
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		                        		https://firenze.usb.it/leggi-notizia/presidio-h1000-presso-linail-di-firenze-diciamo-basta-alla-strage-di-operai-e-ai-disastri-ambientali-1308.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-justify">Dopo la tragedia alla raffineria ENI di Calenzano&nbsp;del 9 dicembre, USB Firenze, insieme a COBAS e CUB Firenze, organizza un <strong>presidio per l’11 dicembre alle ore 10:00 presso la sede del’INAIL</strong> (via delle Porte Nuove) per denunciare l’ennesima strage sul lavoro, il disastro ambientale che deriva dal sistema di collegamento tra la raffineria di Livorno e l'impianto di stoccaggio di Calenzano e per unirsi al cordoglio dei familiari delle vittime.</p>
<p class="text-justify">Si tratta dell'ennesima ferita inflitta al nostro territorio. Ancora una volta, morti sul lavoro. Ancora una volta, lavoratori che subiscono lesioni gravi. Un disastro terribile, non una sfortunata fatalità. I rischi di esplosione del deposito infatti si conoscevano bene e da anni, come denunciato nel 2020 da Medicina Democratica. Così come da anni si conoscono gli effetti nocivi sull'ambiente e sulla salute degli abitanti dei luoghi vicini gli impianti di raffinamento e stoccaggio dei combustibili. Non si deve parlare di incidente, è l’ennesimo atto di guerra contro lavoratrici, lavoratori, cittadine e cittadini. È l’ennesima strage perpetrata in nome del profitto, in una guerra combattuta con le armi della deregolamentazione, dell’impunità, del ricatto tra vita, salute e lavoro.</p>
<p class="text-justify">Lo <strong>sciopero generale e generalizzato del 13 dicembre</strong> sarà l'occasione per portare in piazza anche la rabbia di chi ha subito un grave lutto e di tutti quei cittadini che si trovano costretti a vivere in un territorio devastato dall'inquinamento di un sistema produttivo spietato.</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Fri, 25 Oct 2024 10:56:08 +0200</pubDate>
                        <title> Firenze. Ancora paura in una scuola. Evacuato il Liceo Scientifico Statale Leonardo da Vinci. Adesso basta!</title>
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		                        		https://firenze.usb.it/leggi-notizia/firenze-ancora-paura-in-una-scuola-evacuato-il-liceo-scientifico-statale-leonardo-da-vinci-adesso-basta-1155.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-justify">Stamattina, intorno alle ore 10:00, il personale in servizio presso il <strong>Liceo Scientifico Statale Leonardo da Vinci</strong>, in via Giovanni dei Marignolli, ha udito un forte boato che ha fatto scattare l'allarme antincendio e di conseguenza evacuare immediatamente le più di mille persone presenti nell'edificio. Per fortuna, sembra non si sia verifcato nessun crollo. Dalle prime ricostruzioni, si&nbsp;sarebbero verificate delle&nbsp;lesioni strutturali in un cantiere che si trova ai piani inferiori dove sono in corso lavori di ristrutturazione.&nbsp;</p>
<p class="text-justify">Circa una settimana fa, nella notte tra il 17 e 18 ottobre, era caduto un&nbsp;pezzo di intonaco dal soffitto di un'altra scuola fiorentina, il <strong>Liceo Macchiavelli-Capponi</strong>, che ha portato le studentesse e gli studenti dell'istituto a organizzare una mobilitazione molto partecipata il 24 ottobre per denunciare l'accaduto. Riportiamo le parole del <strong>Collettivo K1</strong>:&nbsp;&quot;Vogliamo sapere perché&nbsp;a scuola nostra in due mesi di scuola, a causa di poche piogge, i muri si sono gonfiati e impregnati di acqua, i piani della scuola si allagano, l'ascensore per poca pioggia si é rotto&nbsp;e siamo arrivati al punto in cui è&nbsp;caduto un pezzo di intonaco grande abbastanza da mandare qualcuno in ospedale. Fortuna ha voluto che è caduto di notte invece che di mattina, magari anche a ricreazione... Vogliamo sapere perché è cascato l'intonaco e come intende la città metropolitana rispondere ai problemi della scuola che da anni vanno avanti e che di in anno in anni vanno a peggiorare. Dobbiamo aspettare che l'intonaco caschi sopra a qualcunə di noi o a qualche lavoratore della scuola? Dobbiamo aspettare che un muro inpregnato possa crollare? Dobbiamo aspettare che un nubifragio renda completamente inagibile la scuola? Noi non vogliamo aspettare tutto ciò, BASTA SOLUZIONI EMERGENZIALI!&quot;.</p>
<p class="text-justify">Nell'unirci alle parole e alla protesta delle studentesse e degli studenti, ribadiamo quanto diciamo da troppo tempo: gli stanziamenti di fondi per l'edilizia scolastica sono irrisori, così come quelli per stabilizzare i precari. I fondi che arrivano sono destinati a tecnologie, attrezzature informatiche, aule innovative che però soccombono al peso del degrado delle strutture scolastiche, in stato di abbandono da decenni!</p>
<p class="text-justify">Per denunciare tutto questo e molto altro, USB Scuola ha indetto lo sciopero della scuola e del Pubblico Impiego per il 31 ottobre con manifestazione nazionale a Roma alle ore 10:30 presso Palazzo Vidoni.</p>
<p class="text-justify">Andiamo sotto le finestre dei palazzi del potere per pretendere più fondi per una scuola statale che funzioni e formi le nuove generazioni sulla base della costruzione di un sapere critico!</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Wed, 09 Oct 2024 10:22:08 +0200</pubDate>
                        <title>UNICOOP FIRENZE PERDE ANCORA: LIVELLI E ARRETRATI PER I DIPENDENTI DEGLI UFFICI!</title>
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		                        		https://firenze.usb.it/leggi-notizia/unicoop-firenze-perde-ancora-in-tribunale-livelli-e-arretrati-per-i-dipendenti-degli-uffici-1034.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Con la <strong>sentenza n.1162/2023</strong>, il giudice dott. A. Davia condanna Unicoop Firenze al pagamento delle spese processuali per un ammontare di 3850 euro + iva.&nbsp;</p>
<p>A niente erano valse le richieste delle lavoratrici di essere inquadrate nel giusto livello per il tipo di attività da loro svolto in tanti anni, con professionalità e dedizione.</p>
<p>Unicoop Firenze aveva chiuso loro la porta in faccia negando qualsiasi riconoscimento, tanto che, stanche, si sono rivolte alla loro delegata USB degli uffici di Scandicci e Santa Reparata e hanno avviato il ricorso in tribunale, intimando alla Coop di presentarsi davanti al giudice del Tribunale di Firenze.</p>
<p>La battaglia è iniziata con il deposito del ricorso l'11 aprile 2023, con il tentativo inutile della Coopdi sminuire l'attività svolta dalle tre ricorrenti sul posto di lavoro e conclusasi il primo ottobre 2024 con il riconoscimento del 3° livello di inquadramento e gli arretrati, la rivalutazione e gli interessi, che per una lavoratrice risaliranno addirittura dal luglio 2007 (<strong>17 anni di arretrati!</strong>).</p>
<p><strong>Una grande battaglia e una grande vittoria!</strong></p>
<p>Il sindacato USB ringrazia lo studio legale che ci segue con professionalita' e competenza, la nostra delegata, che da 10 anni segue le lavoratrici e i lavoratori degli uffici e tutti i colleghi che in tutto questo tempo cI hanno rinnovato la propria fiducia.</p>
<p>Questa sentenza si unisce alle tante altre cause già vinte da USB nei negozi per il riconoscimento dei giusti livelli di inquadramento e a tutte quelle in corso che stiamo portando avanti per la tutela dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Coordinamento USB Unicoop Firenze</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Sat, 05 Oct 2024 14:42:46 +0200</pubDate>
                        <title>NO DDL 1660. Contro lo stato di guerra e di polizia, fermiamo la repressione! Presidio a Firenze 19 ottobre ore 10:30</title>
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		                        		https://firenze.usb.it/leggi-notizia/no-ddl-1660-contro-lo-stato-di-guerra-e-di-polizia-fermiamo-la-repressione-presidio-a-firenze-19-ottobre-ore-1030-1458.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Il DDL 1660, recentemente approvato alla Camera, rappresenta un attacco diretto alle lavoratrici e ai lavoratori, ai migranti &nbsp;e a chi lotta per i diritti sociali nel nostro Paese, per il diritto alla vita e per la libertà del popolo palestinese.</p>
<p>Questo decreto, che rispecchia perfettamente il vero volto del Governo Meloni, non fa altro che inasprire le misure repressive introdotte anche dal centro-sinistra che oggi si autoproclama come alternativa d’opposizione. Al posto di tutelare la vita di lavoratrici e lavoratori, con l'inserimento del reato di omicidio sul lavoro, il governo Meloni criminalizza ogni forma di dissenso.</p>
<p>Non è un caso che le ripercussioni maggiori colpiscano le lavoratrici e i lavoratori del Paese: con l’applicazione di questo decreto, sarà sempre più difficile e rischioso organizzare scioperi, picchetti, occupazioni o qualsiasi altra forma di espressione del dissenso. Limitare la possibilità di bloccare le attività produttive e di raccontare queste lotte, non solo renderà invisibile il conflitto, ma impedirà di fatto alle lavoratrici e ai lavoratori di difendere i propri diritti collettivamente.</p>
<p>Ma non solo, questo decreto colpisce gravemente anche i nostri fratelli e le nostre sorelle migranti, che scappano dai loro Paesi per arrivare in Italia in cerca di un futuro migliore, la stessa Italia che desertifica, depreda e distrugge la loro casa e la loro terra e che di tutta risposta li rinchiude in veri e propri lager al centro delle nostre città.</p>
<p>Questo decreto è l’ultimo tassello di una serie di norme repressive che da anni restringono il diritto allo sciopero e l’azione sindacale. Non dobbiamo dimenticare che leggi come la 146 del 1990, e successivi decreti sicurezza, hanno già gravemente limitato la capacità di opporsi alle innumerevoli ingiustizie sui posti di lavoro. Il risultato è un sistema in cui la politica e i media lavorano a favore degli interessi di padroni e politici guerrafondai, criminalizzando e marginalizzando le fasce più deboli della società.</p>
<p>Senza la possibilità di far sentire la propria voce, diventa quasi impossibile ottenere condizioni lavorative dignitose e difendere il diritto a una vita che possa essere definita dignitosa.</p>
<p>Per questo è fondamentale una risposta collettiva e determinata!</p>
<p>Il 19 ottobre scendiamo in piazza a Firenze con un presidio presso la Prefettura (via Cavour 1) dalle ore 10.30.</p>
<p>Invitiamo tutte le realtà sociali e di lotta a unirsi alla mobilitazione contro una misura che ci rendere ancora più schiav3!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>USB Firenze</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Mon, 16 Sep 2024 12:53:05 +0200</pubDate>
                        <title>NO al comando NATO, NO all&#039;economia di guerra. Manifestazione Firenze sabato 21 settembre ore 16:00</title>
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		                        		https://firenze.usb.it/leggi-notizia/no-al-comando-nato-no-alleconomia-di-guerra-manifestazione-firenze-sabato-21-settembre-ore-1600-1314.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-justify">Dopo la manifestazione di Pisa del 13 settembre, USB scende nuovamente in piazza e aderisce alla manifestazione indetta dal Comitato <strong>NO COMANDO NATO NÉ A FIRENZE NÉ ALTROVE</strong> il <strong>21 settembre</strong> con concentramento alle <strong>ore 16:00&nbsp;in piazza Bartali</strong> (di fronte la COOP di Gavinana).</p>
<p class="text-justify">Invitiamo tutte e tutti a partecipare alla manifestazione di Firenze, per opporci al progetto di istallazione del Comando NATO a Firenze SUD, presso la Caserma Predieri. Un progetto che testimomia, ancora una volta, quanto il governo Meloni, perfettamente interno all'Alleanza atlantica, sia in prima linea nella escalation militare, al soldo di NATO, USA e UE.</p>
<p class="text-justify">Il coinvolgimento politico-militare del nostro Paese nei vari fronti bellici, con il beneplacito di quasi tutto l’arco parlamentare, non indica soltanto la natura barbara e guerrafondaia dell’attuale esecutivo, ma produce anche effetti immediati e devastanti sul piano economico e sociale, vale a dire sulle condizioni di vita e di lavoro di milioni di lavoratrici e lavoratori.&nbsp;Il dirottamento di risorse sempre più ingenti per finanziare le aggressioni verso paesi terzi e la conseguente impennata delle spese militari delineano una vera e propria economia di guerra della quale i lavoratori e le lavoratrici sono le vittime sacrificali.</p>
<p class="text-justify">USB di nuovo in piazza per opporsi alla guerra e difendere le lavoratrici e i lavoratori.</p>
<p class="text-justify">ABBASSATE LE ARMI, ALZATE I SALARI!</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Wed, 17 Apr 2024 13:07:51 +0200</pubDate>
                        <title>Sospensione delle attivazioni del servizio di assistenza domiciliare per la parte più fragile della cittadinanza: i nostri anziani.</title>
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		                        		https://firenze.usb.it/leggi-notizia/sospensione-delle-attivazioni-del-servizio-assistenza-domiciliare-per-la-parte-piu-fragile-della-cittadinanza-i-nostri-anziani-1418.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-justify">Apprendiamo con amarezza che allo stato attuale, come denunciato dagli Assistenti Sociali, risulta che circa un centinaio di persone sono in lista di attesa e una decina di urgenze ancora non sono state soddisfatte.&nbsp;</p>
<p class="text-justify">Nonostante ciò, l’Amministrazione comunale ha deciso di sospendere il SAD (servizio assistenza domiciliare), un servizio essenziale per le persone anziane non autonome o parzialmente autonome. Si tratta di un servizio rivolto a coloro che si trovano in stato di fragilità (alcuni dei quali privi di una rete familiare di supporto o con una rete inadeguata), come previsto dalla legge 328/2000 e richiamato nel Piano della non autosufficienza 2022/2024.</p>
<p class="text-justify">La sintesi è che queste persone saranno lasciate da sole con le proprie fragilità, nonostante le conseguenze dell’isolamento sociale sulla salute fisica e mentale degli anziani siano ampiamente dimostrate.</p>
<p class="text-justify">L’Italia è il primo paese in Europa ed il secondo nel Mondo per l’indice di invecchiamento della popolazione. In Toscana si registra una maggiore concentrazione su Firenze, Prato e Pistoia; nella nostra città sono più di 95 mila i residenti con più di 65 anni che da oggi saranno sempre più soli.</p>
<p class="text-justify">Gli Assistenti Sociali, consapevoli dell’importanza del servizio, si sono mobilitati con la speranza di riuscire a salvaguardare questo supporto domiciliare che ad oggi ha garantito dignità a coloro che per motivi anagrafici e di salute non sono più in grado di essere autonomi.</p>
<p class="text-justify">Gli Assistenti Sociali sono spesso additati come i responsabili di eventuali disservizi o della mancanza di interventi sul territorio. A maggior ragione, allora, la loro figura professionale va tutelata e supportata, perché il loro ruolo li porta a rispondere a bisogni essenziali per la cittadinanza, interfacciandosi ogni giorno con fragilità e vulnerabilità.</p>
<p class="text-justify">A fronte del taglio dei finanziamenti destinati al servizio stesso, questi colleghi e colleghe si trovano impotenti e nell’impossibilità di assolvere alle proprie mansioni, con l’inevitabile frustrazione e un probabile e concreto aumento del rischio da stress lavoro correlato.</p>
<p class="text-justify">Convinti che il welfare sia ancora costituzionalmente tutelato, così come la dignità ed il supporto alle persone fragili, siamo a denunciare quanto sopra e a prendere chiaramente posizione a tutela degli utenti e dei colleghi, anche in caso di eventuali disagi conseguenti a quanto descritto. Nella speranza che questo “scivolone” possa essere rimediato con un pochino di buon senso, aspettiamo di conoscere le motivazioni dell’amministrazione e soprattutto il modo in cui farà fronte a questi bisogni.</p>
<p class="text-justify">&nbsp;</p>
<p class="text-justify">USB Confederazione Firenze</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Wed, 13 Mar 2024 14:16:16 +0100</pubDate>
                        <title>RINNOVO CCNL COOP SOCIALI - Il contributo “volontario”, trattenuto in busta paga senza un consenso informato, non sembra proprio una donazione</title>
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		                        		https://firenze.usb.it/leggi-notizia/rinnovo-ccnl-coop-sociali-il-contributo-volontario-trattenuto-in-busta-paga-senza-un-consenso-informato-assomiglia-piu-a-un-furto-che-a-una-donazione-1421.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-justify">Con il rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro del settore delle cooperative sociali, CGIL CISL e UIL pretendono dai lavoratori non iscritti un contributo “volontario”, da prelevare direttamente dalla busta paga, pari all’ammontare dello 0,1% del loro reddito annuo lordo, come “ricompensa” per il servizio di rinnovo contrattuale.</p>
<p class="text-justify">Stiamo parlando di una trattenuta in busta paga che riguarda alcune centinaia di migliaia di lavoratori delle Cooperative sociali in tutta Italia, e pertanto di alcuni milioni di euro!</p>
<p class="text-justify">Partendo dal fatto che non è giusto richiedere soldi da chi non si sente rappresentato dalle suddette sigle sindacali, la vicenda assume connotati ancora più grotteschi se si pensa che questo contributo “volontario” viene accordato con il sistema del silenzio assenso.&nbsp;</p>
<p class="text-justify">In pratica, i lavoratori, se non esprimono esplicitamente un dissenso alla propria cooperativa, si vedranno sottratti questi soldi dalla busta paga. Ma le centrali cooperative, così come CGIL, CISL, UIL, si guardano bene dall’informare i propri dipendenti e renderli consapevoli della scelta.</p>
<p class="text-justify">Per fare giustizia quindi l’Unione Sindacale di Base si mette a disposizione dei lavoratori per fare una campagna informativa circa questo contributo, che non deve assumere i connotati di una sottrazione indebita, ma deve essere una reale libera scelta consapevole.</p>
<p class="text-justify">USB invita pertanto tutte le cooperative ad informare i propri soci e dipendenti sulla possibilità di dissentire a questo contributo, prima che gli venga sottratto dalla busta paga.</p>
<p class="text-justify">In un contributo cosiddetto “volontario” occorre che la volontà sia manifesta.<br /> Non si può spacciare per contributo “volontario” una scelta non informata.</p>
<p class="text-justify">Per info e contatti: Matteo Conti 3804100436 dott.matteoconti@gmail.com</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Fri, 23 Feb 2024 16:55:27 +0100</pubDate>
                        <title>Solidarietà con gli studenti e le studentesse manganellati a Firenze e a Pisa in occasione delle manifestazioni per la Palestina.</title>
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		                        		https://firenze.usb.it/leggi-notizia/solidarieta-con-gli-studenti-e-le-studentesse-manganellati-a-firenze-e-a-pisa-in-occasione-delle-manifestazioni-per-la-palestina-1716.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-justify">Esprimiamo piena solidarietà con gli studenti che stamattina a Firenze e Pisa sono stati violentemente manganellati per aver espresso la propria solidarietà con la resistenza palestinese e per aver chiesto lo stop al genocidio in Palestina.</p>
<p class="text-justify">Condanniamo fermamente la violenza dello Stato e delle forze dell'ordine. Agenti antisommossa contro studenti inermi. In che Stato viviamo? Esiste ancora il diritto e la libertà di esprimere il proprio pensiero? Siamo ancora in una democrazia? Dalle immagini che vediamo in questo momento il dubbio è molto forte!</p>
<p class="text-justify">Condanniamo la repressione del dissenso e per questo domani saremo a Milano per dire, ancora una volta: PALESTINA LIBERA! STOP AL GENOCIDIO!</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Fri, 16 Feb 2024 10:23:04 +0100</pubDate>
                        <title>Strage sul lavoro a Firenze: travolti gli operai che lavoravano al cantiere di Esselunga. Serve il reato di omicidio sul lavoro come deterrenza</title>
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		                        		https://firenze.usb.it/leggi-notizia/strage-sul-lavoro-a-firenze-questa-volta-e-toccato-agli-operai-che-lavoravano-al-cantiere-di-esselunga-di-firenze-1051.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-justify">Una vera e propria strage a Firenze! Questa volta, stando alle prime informazioni, è toccato a tre operai che lavoravano al cantiere Esselunga di via Mariti a Firenze. L'incidente è avvenuto questa mattina, quando una trave di cemento è crollata e ha colpito in pieno gli operai. Tre morti e cinque dispersi, stando alle prime informazioni.&nbsp;Tre pazienti feriti trasportati a Careggi (2 in codice rosso, 1 in codice giallo).<br /> Altre vite che si spengono, altre persone uscite di casa per recarsi al lavoro, che non faranno rientro dai loro familiari.<br /> Esprimiamo tutto il nostro cordoglio ai familiari delle vittime e la nostra solidarietà con i soccorritori che sono alla ricerca dei dispersi.</p>
<p class="text-justify">&nbsp;</p>
<p class="text-center"><strong>Mobilitiamoci per la tutela della salute e la sicurezza di lavoratrici e lavoratori!</strong></p>
<p class="text-justify">Siamo convinti che sia necessaria una legge che introduca il&nbsp;<strong>reato di omicidio e lesioni gravi e gravissime sul lavoro</strong>: troppo spesso le misure di sicurezza vengono aggirate per risparmiare, aumentando i profitti e speculando sulla vita di chi lavora. Serve quindi una forma di deterrenza adeguata come quella che garantirebbe l'introduzione di questa nuova fattispecie di reato.&nbsp;Chiediamo che la <strong>salute</strong> e la <strong>sicurezza</strong> delle lavoratrici e dei lavoratori del nostro Paese siano messi al centro dell'interesse pubblico e siano tutelati da leggi che devono essere applicate!</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Thu, 01 Feb 2024 10:56:32 +0100</pubDate>
                        <title>Ispezione intimidatoria a Careggi. Torna lo Stato etico novecentesco!</title>
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		                        		https://firenze.usb.it/leggi-notizia/ispezione-intimidatoria-a-careggi-torna-lo-stato-etico-novecentesco-1103.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-justify"><strong>Con l’ispezione intimidatoria verso il servizio che si occupa del trattamento della disforia di genere dell’ospedale di Careggi, torna lo “ stato etico” novecentesco e il Ministro Schillaci dimostra tutta la sua inadeguatezza</strong>.</p>
<p class="text-justify">Infatti, un ministro che si dimostra incapace di affrontare i veri problemi ed è complice ottuso delle politiche di sfascio del sistema sanitario pubblico, preferisce ancora una volta disertare il fronte dei problemi per rifugiarsi in atti minacciosi buoni solo per accontentare i bigotti religiosi e i nostalgici cultori dello Stato etico&nbsp;del ventennio.</p>
<p class="text-justify">Da anni la mercificazione cancella la salute come diritto, da anni miliardi di euro pubblici vengono deviati verso interessi privati spesso di “<em>oligarchi</em>” amici e amici degli amici, di grandi gruppi capaci di potenti azioni di lobbying e di distribuire tanti quattrini, da anni prosegue il definanziamento del servizio sanitario pubblico che costringe le persone, che già finanziano il sistema con le tasse, a pagare ulteriormente di tasca propria o di rinunciare alle cure, oppure ad essere costrette ad alimentare il mercato, attraverso assicurazioni private che garantiscono solo quanto è a loro profittevole.</p>
<p class="text-justify">Perchè il Ministro invece di sprecare tempo e risorse con una ispezione inutile e vessatoria su un servizio che garantisce e tutela persone con pratiche e farmaci che sono in essere da decenni a tutela di pazienti fragili, non si è preoccupato di “<em>ispezionare</em>” quelli che sono i problemi veri dell’Azienda Ospedaliera di Careggi e certamente comuni a quasi tutte le aziende del Paese? <em>Perché</em><em> non si è preoccupato di un pronto soccorso soffocato da un afflusso insostenibile? </em><em>Perché</em><em> non si è preoccupato di condizioni di lavoro insopportabili che portano molti professionisti all’abbandono del sistema sanitario pubblico? </em><em>Perché</em><em> non è andato a curiosare nei reparti dove la carenza di personale obbliga al super lavoro e a continui rientri per poter garantire la continuità assistenziale? </em><em>Perché</em><em> non si è preoccupato degli aumentati episodi di aggressione verso il personale conseguenza il più delle volte proprie dei tagli che disorganizzano i servizi? </em><em>Perché</em><em> dimostra menefreghismo rispetto ai tanti utenti che quotidianamente si confrontano con tempi di attesa insostenibili?</em> <em>Perché attua questo squadrismo istituzionale?</em>&nbsp;</p>
<p class="text-justify">Basta con le intimidazioni, basta con la negazione dei diritti, basta con il moralismo e il bigottismo.</p>
<p class="text-justify">&nbsp;</p>
<p class="text-center"><strong>USB esprime la più incondizionata solidarietà a chi ha subito questa aggressione! Sia come utente, sia come professionista!</strong></p>]]></content:encoded>
			
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