Don Gnocchi Firenze: RSU E DEMOCRAZIA

Firenze -

RSU E DEMOCRAZIA

 

Avevamo visto giusto, quando, nel mese di marzo, su richiesta sottoscritta da 180 lavoratrici e lavoratori , iniziammo un percorso per la riconquista di una democrazia vera quale il voto per la RSU nel Centro Don Gnocchi di Firenze.

 

Si, perché 90 dipendenti hanno deciso, al netto di ogni condizionamento, disinformazione e altro ancora, di presentarsi alle urne elettorali per esprimere la loro intenzionalità di voto.

 

E dobbiamo ringraziarli queste/i 90 dipendenti perché aiutano in prospettiva futura a ricreare anche presso gli altri colleghi un clima di chiarezza e di fiducia che negli anni era andata via via perdendosi.

Dobbiamo ringraziarli perché danno a noi la forza e la ragione per continuare una battaglia per una Democrazia compiuta ed effettiva per le Rappresentanze dei lavoratori.

 

Si, perché non hanno più ragione d’esistere le Rsa nominate dalle rispettive segreterie.

 

E’ bene che si sappia, e lo dichiariamo fin da subito, che nei prossimi mesi, riproporremo, come da regolamento, l’indizione per le elezioni RSU al Don Gnocchi di Firenze.

 

Crediamo, o perlomeno siamo fiduciosi, che, di fronte ad una partecipazione così importante e significativa, le altre OO.SS. faranno le opportune riflessioni augurandoci che non si abbia a ripetere, da parte loro, gli errori e gli orrori compiuti nei mesi scorsi nonche in quest’ultimi giorni.

 

Non è l’ USB a chiederlo, sono i fatti!!!

 

Rinunciare a presentare proprie liste elettorali, non mettersi in gioco, preservando le loro rsa, mettendo a rischio la libera espressione dei lavoratori e delle lavoratrici non solo è uno sfregio alla democrazia ma contraddice alcuni dei presunti valori fondanti di queste OO.SS. .

 

Aiuta a confondere i lavoratori, a non aprirsi pubblicamente al confronto, aiuta a dividere i lavoratori e non farli diventare i VERI PROTAGONISTI dei destini della loro vita lavorativa.

 

Noi, d’altra parte, siamo consapevoli, che questo voto, ci attribuisce un grande riconoscimento, che nessuno può ignorare ma ci riconsegna, e non potrebbe essere altrimenti, la responsabilità di continuare una vera disputa per l’affermazione di Democrazia, diritti, salario dignitoso.

 

 

Firenze 1 dicembre 2016

 

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