In Toscana, cuore del PD, c'è chi fa la passerella Pitti e chi muore di burocrazia

Firenze -

Stanotte in un rogo di un capannone occupato a Sesto Fiorentino (FI) è morto Alì Moussa, un uomo somalo in attesa di permesso di soggiorno definitivo. Altre persone sono rimaste ferite e c’è l’emergenza accoglienza per i circa 100 migranti che vivevano in questo luogo, in condizioni precarie.

 

 

Apprendiamo dal Movimento di Lotta per la Casa, che seguiva questa occupazione, che l'uomo si era salvato, ma poi è rientrato nel capannone in fiamme per portare in salvo suoi documenti. Perché chi è fuggito dal proprio paese in cerca di una vita e un futuro si sente legato a delle carte che contano più della vita stessa. E così Alì è rientrato tra le fiamme per non uscirne più vivo.

 

 

In questi giorni di freddo intenso, in cui sono già morte diverse persone senza tetto, ci troviamo di fronte alla grande contraddizione: da un lato le passerelle di Pitti, dall’altro cento persone costrette da anni a vivere in disagio, all’interno di un capannone fatiscente, in cui scoppia un incendio che uccide Alì Moussa.

 

 

Sabato 14 alle ore 14:00 saremo in piazza Dallapiccola (FI) per chiedere giustizia e verità per la morte di Sandrine Bakoyoko, avvenuta nel centro di accoglienza di Cona (VE) ma anche per Alì e per i cento migranti che sono rimasti senza casa.

 

 

Adesso basta! Chiediamo risposte immediate e concrete dal governo!

 

 

USB - AS.I.A. Firenze

 

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