Palazzo Vecchio, fra smart working (lavoro agile), denigrazioni a mezzo stampa e il grave silenzio dell’Amministrazione

Firenze -

In queste ultime settimane come dipendenti del Comune di Firenze siamo stati oggetto di violenti/ infamanti attacchi da parte dei “soliti giornaloni“ al servizio sempre dei soliti poteri, sul tema dello smart working. Siamo stati dipinti come dediti ad infornare “pizze e torte” mentre i centralini squillavano a vuoto e le liste di attesa si allungavano a dismisura.

Per la cronaca e più che altro per fare chiarezza vogliamo dire a “lor signori dalla penna facile” che a metà marzo a seguito della pandemia e dei relativi DPCM varati dal Governo, ci siamo trovati tutti in “lavoro agile” in una situazione iniziale per la quale nessun Ente era pronto e tanto meno il nostro, dove per anni, per il volere di certi dirigenti più intenti a contare “la truppa al mattino”, lo strumento del telelavoro, dello smart  working o lavoro agile che dir si voglia, era rimasto all’età della pietra.

Per settimane abbiamo operato con i nostri strumenti informatici, con le nostre connessioni internet, con i nostri smartphone, perché non vi erano VPN sufficienti né altri strumenti, cioè con le nostre risorse di semplici cittadini per far fronte e dare risposte in un momento di forte criticità per tutta la comunità.

Che in quei mesi ci siamo sempre adoperati per intervenire, come è compito di chi opera in una Pubblica Amministrazione che si rispetti, per aiutare la comunità tutta, dalla distribuzione dei buoni spesa, alla distribuzione delle mascherine, alla preparazione dei pasti per la Protezione civile, insomma in molti ci siamo reinventanti anche in ruoli e funzioni non nostre.

Da un punto di vista amministrativo poi, sono i numeri che lo dicono, la produttività (numero di pratiche ecc..) è anche aumentata, ma di questo “quelli dalla penna facile” si son ben guardati dal documentarsi ed informarsi, perché l’importante per loro è descrivere una Pubblica Amministrazione inefficiente, popolata da “fantozziane creature” che va privatizzata almeno delle parti redditizie per il soggetto terzo.

Cosa altrettanto grave di fronte a questi duri attacchi, è stato anche il silenzio tombale dell’Amministrazione che non ha profferito parola, come se non fosse un problema suo, a protezione dei suoi collaboratori, che poi son quelli che mandano quotidianamente avanti uffici e servizi.

In questo mare di “bugie” una cosa semplice la possiamo fare: non acquistare più certi quotidiani e magari non visitarne più neppure le loro pagine in rete.

 

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